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Storie del patrimonio culturale tessute sul territorio

dal vivo – in digitale

Tea Fonzi (@Buontea)
chi sono

La mia compagna di viaggio

“La storia tessuta sul territorio”
è quello che  racconto

“Sibille, dipinti, dipinti di sibille”
è quello che studio

Storia dell’arte “colorita”
è quello che faccio sui social

Il mio progetto è di parlare di storia dell’arte e quindi di arte figurativa non come insieme dei massimi capolavori eseguiti dai migliori tra gli uomini, ma come oggetti prodotti dal una certa cultura in un certo tempo: uno dei tanti prodotti eseguiti da chi è vissuto prima di noi e da cui possiamo imparare.

Per reinserire la storia dell’arte nel territorio  bisogna prima di tutto avere un metodo storico, che io definisco scientifico perché è condiviso da una comunità scientifica pur essendo diverso da quello delle “scienze dure”.

Dopodiché bisogna pure ragionare sui nostri sistemi di pensiero, che invece ci hanno abituati all’arte dei capolavori assoluti e delle meraviglie bellissime e delle grandi emozioni e stop.

Tutto ciò lo faccio perché pensare ai “capolavori” ci porta a lasciare nell’ombra la maggior parte del patrimonio culturale che si trova nei nostri paesi e città, che comunque paghiamo con le nostre tasse e che non genera per noi alcun valore restando dimenticato e che invece ha grandi potenzialità.

Un esempio importantissimo di questo, per le Marche, è la Sibilla Appenninica: un’ importante “risorsa dimenticata”.