Chi sono

Marchigiana. Studio immagini di sibille, studio la storia della Sibilla dell’Appennino e del suo territorio. Racconto queste  storie a chi vuole conoscerle.

Mentre fremevo per il mio esame di maturità, moriva Ernst Gombrich; uno di quegli storici dell’arte che davano un’ alternativa alla visione puramente estetica e romantica delle opere. Mi sono fatta regalare uno dei suoi libri per Natale, l’ho letto con entusiasmo e ho scoperto che esisteva una storia dell’arte che non parlava soltanto di stile e autori geniali, ma di contesto, di cultura, di committenti… insomma: raccontava la Storia.

A Visso nel 2014, parlando dei primi risultati delle mie ricerche. La mia storia con le sibille inizia da questi 12 dipinti di Nicola Amatore

Qualche anno dopo mi sono laureata con lode in Iconografia e Iconologia all’ Università di Macerata. In quella occasione ho approfondito il metodo di Aby Warburg per lo studio delle immagini come fonte storica e cioè: le immagini raccontano la cultura in cui sono state create, ma comprendere il loro messaggio non è semplice e lo storico deve imparare a farlo procedendo con attenzione.

Più tardi mi sono laureata con lode in Management dei Beni Culturali, discutendo una tesi in Storia delle Immagini. Finalmente ho potuto applicare il metodo studiato a un tema preciso: quello delle sibille. Questo lavoro bellissimo è ancora in corso, mi ha dato modo di presentare i risultati a convegni e con articoli e si sta lentamente trasformando in un libro.

Continuo ancora la ricerca sul tema delle immagini che rappresentano sibille (soprattutto dal XV al XVII secolo) perché si tratta di un tema su cui c’è molto da raccontare. Per portare avanti questi studi mi appoggio ai miei ex docenti ed ex colleghi, perché è importante interrogare sempre diverse competenze e discipline (la cultura non coincide con le materie scolastiche!) e soprattutto mantenere un metodo scientificamente corretto.

L’Amaro Sibilla: ne parlo spesso perché è una sintesi tra territorio e tradizioni

Quando si parla di sibille, però, una marchigiana come me non può trascurare la Sibilla dell’Appennino, la mitica profetessa che dà il nome ai Monti Sibillini e che tesse la trama della sua storia sull’ordito del territorio umbro-marchigiano. Mi sono dedicata quindi allo studio approfondito di questo mito, di tutte le sue interpretazioni (più o meno storiche) e dei numerosi i risvolti che le tradizioni sulla Sibilla hanno nella cultura delle Marche, che è anche la mia cultura.

Non dimentico i miei studi di Management e so bene che il patrimonio culturale è a tutti gli effetti un patrimonio: qualcosa che ci viene lasciato e che ha un grande valore. Il valore, però, esiste soltanto se è percepito ed è quindi molto importante per me cercare di comunicarlo il più possibile.

Per questo mi impegno molto nella divulgazione: conferenze, corsi di formazione, articoli su riviste… seguo corsi e laboratori per cercare di rendere sempre più stimolanti gli incontri con il pubblico più vario, perché sono fermamente convinta che il patrimonio culturale debba essere conosciuto da tutti i cittadini e non soltanto dagli “addetti ai lavori”.

Le immagini, il paesaggio e le nostre tradizioni hanno molto da raccontare, il percorso per capire cosa dicono è lungo e complesso ma ricco di momenti interessanti, e io ho deciso di aprire questo sito proprio per condividere quei momenti.