Un gruppo di camminatori e camminatrici provenienti dal Trentino e dalla Toscana è arrivato a fine anno nelle Marche per conoscere il territorio, passo dopo passo.
Per raccontare a loro queste terre ho tessuto insieme una trama fatta di paesaggio, storia e cultura: ogni sentiero come un filo, ogni collina come un nodo del telaio che tiene insieme questo territorio.
Ho raccontato le testimonianze culturali, quelle visibili e quelle che restano nei gesti e nelle parole, cosa si mangiava su queste terre e perché, le leggende e le storie delle persone che nel tempo hanno intrecciato natura e vita quotidiana, fino a far diventare il paesaggio un grande libro aperto che hanno potuto leggere camminando.
Questo è il bello del turismo lento e dei cammini: la possibilità di confrontarsi in modo diretto con il territorio, le persone che lo abitano e lo custodiscono, le sue dimensioni reali, i suoi tempi, le sue voci.
E ovviamente, che c’è di meglio della musica per salutarsi?
La giornata si è chiusa cantando e ballando danze tradizionali, al suono dell’organetto: un’altra battuta di trama per il nostro tessuto culturale, per tenere insieme passi, voci e memoria.






























