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Marzo. L’aratro

Mese di marzo.

Qui il committente ha voluto dipingere i suoi contadini, cioè quei contadini che vivevano e lavoravano sulle sue terre
alcuni stanno potando le viti altri seminano, il tizio in prima fila guida un aratro. Vabbè ovvio che guida l’aratro, no? .

E invece no!

Perché quello è un aratro che si sviluppa intorno al 1100 e che svolta tutta la storia del paesaggio “europeo” almeno secondo molti storici

è il cosiddetto aratro pesante, che si distingue da quelli di prima perché devi trainarlo con le bestie. Va più a fondo nella terra e quindi il seme che butti è più protetto, la terra la rinnovi meglio ecc.

tutto ciò porta a migliori risultati in agricoltura, a intensificazione delle coltivazioni, a più deforestazioni, a crescita di popolazione, a nuovi villaggi anche nel nord, dove la terra era più difficile da lavorare

non solo! È un segno di ricchezza, perché aratro + mucche o cavalli erano costosi, e non tutti i contadini potevano permetterselo, perciò porta pure alla nascita di nuove forme associative tra questi contadini, che cominciano a comprarlo in gruppo…

non c’è da chiedersi perché i nostri miniatori l’abbiano dipinto così convintamente al centro della pagina. .

Ovviamente i terreni non erano così piccoli, anzi! Solo che per questi famosi pittori “tardogotici” era molto più importante la figura umana del paesaggio, sicché ancora una volta si sacrifica la rappresentazione fotografica (aka “mimesi”) per l’illustrazione di un pensiero

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