#ASCOLTALARTE - IMMAGINI NEWS E ARTICOLI pittori "sfigati"

Ambrogio Lorenzetti

Ambrogio Lorenzetti per un po’ è stato anche lui un pittore sfigato, nel senso che a Siena, la sua città, la gente lo calcolava poco

infatti Ambrogio cercava di dipingere il mondo come appare, e si avvicina al famosissimo naturalismo di Giotto che per noi è il genio assoluto della pittura medievale

allegoria del buon governo (Siena, Palazzo Pubblico – 1338)


e invece, guarda un po’, ai senesi non piaceva. Loro preferivano il gotico elegantone di Simone Martini, l’oro, le forme flessuose, quella roba lì

quindi Ambrogio non riesce ad avere committenze pubbliche a Siena fino al 1336, quando Simone Martini se ne va ad Avignone a fare soldi con i Papi.

Committenze pubbliche è un grande affare per un pittore del 300, che non viveva propriamente di lussi e agiatezze.

La prima che Ambrogio riceve è la famosa Allegoria del buono e cattivo Governo, dove un sacco di simboli e personificazioni spiegano ai governatori di siena come si devono comportare per governare bene

effetti del buon governo in campagna (Siena, Palazzo Pubblico – 1338)


si tratta di uno dei primi paesaggi mai dipinti in maniera così descrittiva. Infatti si vede il famoso maiale da cinta senese, che ancora oggi è una di quelle cose con cui i senesi promuovono il loro territorio (quando si dice che con la cultura non si mangia, eh? 😏) .