Non sono PER NIENTE una persona mattiniera, ma me sveglio subito se devo parlare delle cose a cui tengo tantissimo.
12 classi di sedicenni hanno ascoltato pazientemente e educatamente il mio racconto sulla tradizione: cos’è? Perché è utile per noi oggi? E come possiamo essere persone attive nella scelta di COSA tramandare?
Il laboratorio l’ho chiamato RADICI IN CAMMINO, perché la tradizione, il passato, la cultura di un territorio non è un elemento che blocca il percorso verso il futuro, ma anzi è un buon carburante per viaggiare meglio verso il luogo in cui vuoi arrivare, bisogna però conoscerlo, sto passato, per scegliere bene.
E noi l’abbiamo conosciuto, e praticato, perché il secondo giorno Danilo Campetelli è venuto con me, ha raccontato e mostrato gli strumenti della tradizione marchigiana e abbiamo fatto ballare studenti e prof. Non solo in una quadriglia gigante, ma anche in ben due saltarelli
Dopo 4 ore di ballo ce mancava poco che sputavo un polmone, ma ho saputo che oggi gli studenti hanno voluto di nuovo ballare, anche senza di noi, e quindi cammino a due metri da terra.
Faccio il lavoro più bello del mondo mannaggiallamiseria. Peccato la Partita IVA…













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