questo è un libro che leggo e rileggo. L’ho rubato a un amico e l’avevo perso nella lunga epopea della libreria da montare
Zaira è la mia città preferita, ogni volta che rileggo il libro, resta sempre la mia città preferita
ovviamente io ci vedo tutto un discorso che magari Calvino non intendeva minimamente metterci

quel pezzo lì che dice “di quest’onda che rifluisce dai ricordi la città si imbeve come una spugna e si dilata”. Ecco, io vedo tutto così, tutti i luoghi e tutti gli oggetti, i muri… dipinti compresi ovviamente
un mondo pesantissimo, come una gigantesca spugna piena d’acqua, ma molto interessante
e insomma, evidentemente non sono sola, perché ho trovato il mio brano preferito scritto su un muro intorno a quella che sembra proprio una sibilla
dunque, da qualche parte là fuori c’è un mio simile!

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