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Un Saturno interessante

Ho trovato questa immagine in giro e m’è piaciuta un sacco, non sono riuscita (ancora!) a trovare la collocazione esatta, ma ho visto che non è sola, nel senso che ce ne sono altre uguali. Alcune sono addirittura stampe, quindi è un’immagine che aveva un significato per un sacco di gente.

Non sono riuscita nemmeno a capire proprio tutto tuttto ma non avevo molto tempo. Sono pure abbastanza convinta che qualcuno l’abbia studiata per bene, ma non ho cercato approfonditamente questo qualcuno.

In ogni caso, proviamo a leggerla… spero che sia utile almeno per capire quanta storia ci può essere dietro a un’immagine (e perché io mi gaso così tanto quando ne vedo una tipo questa)

La miniatura (tagliata) che ho trovato in giro per internet. Non sono riuscita a trovare il volume cui appartiene…

 

Nella mitologia greca Kronos è il dio che presiede all’agricoltura. Per i romani è Saturno. Viene rappresentato con la falce, strumento di lavoro agricolo

è anche uno delle prime divinità apparse, è padre di Giove, quindi viene rappresentato come un vecchio saggio, spesso seduto in trono

Saturno proveniente da Pompei (I secolo a.C.) Napoli, Museo Archeologico Nazionale

Il suo nome, Kronos, suona come la parola Chronos, che in greco significa tempo, perciò è facile associare Saturno-Kronos al tempo Chronos, anche perché l’agricoltura, come il tempo, è un’attività che si ripete ciclicamente: un continuo rinnovarsi.

Inizialmente l’immagine di Saturno prende attributi che riguardano il tempo, per esempio il serpente che si morde la coda (uroboro) che rappresenta la ciclicità e l’infinito ripetersi degli anni; le ali del tempo che scappa ecc.

Nel corso del Medioevo gli dèi vengono interpretati in maniera negativa, e Saturno più di tutti: la falce diventa lo strumento con cui il tempo divora i suoi figli, facendoli invecchiare e morire.

Il tempo per gli antichi non è distruzione, come per noi, ma velocità, potenza, rigenerazione… in seguito il tempo diventa un concetto negativo e piano piano si fonde con la morte (che ha la falce ecc, pure lei).

L’idea del tempo che divora i suoi figli si adatta perfettamente a Saturno che, guardacaso, secondo il mito, divorò i suoi figli perché sapeva che uno di loro lo avrebbe spodestato.

Agli artisti questo particolare dei figli piace abbastanza 😀

Francisco Goya, Saturno divora suo figlio (1820 circa). Madrid, Museo del Prado

Ma questa cosa della castrazione invece?

Esiodo, nella sua, Teogonia (VIII a.C:) racconta che Urano e Gea (cielo e terra) erano uniti in un amplesso infinito del quale Gea era stufa. Quindi Gea chiama in aiuto suo figlio Urano e lui taglia il pene di suo padre separandoli, e quindi dando origine alla separazione tra  il Cielo e la Terra.

Non si parla però del fatto che anche Saturno, a sua volta, viene evirato pure lui da suo figlio Giove. Quindi da dove viene l’immagine della miniatura che mi piace tanto?

La castrazione di Saturno è un elemento che si aggiunge più tardi al racconto degli dèi: ne parla Fulgenzio, mitografo latino di cui non conosciamo molto, e poi ne parlano pure Rabano Mauro e Gregorio Magno in un manoscritto del IX secolo in cui si scaglia contro i pagani.

Il racconto poi viene ripreso nel Fulgentius Metaforalis di John ridewall. Ridewall è un francescano del 1300, che attinge all’opera di Fulgenzio e la interpreta in maniera simbolica secondo valori cristiani; il suo testo viene molto consultato da chi si interessava di mitologia antica. E così il racconto si diffonde.

Castrazione di Saturno dal Fulgentius Metaforalis. Biblioteca Apostolica Vaticana, MSS_Pal.lat.1066

Nel corso del Medioevo, dal 1300 in poi, sono comunque diverse le moralizzazioni delle vite degli antichi dèi, soprattutto traduzioni delle Metamorfosi di Ovidio che circolano col nome di Ovidio Moralizzato. Si tratta di commenti fatti al testo di Ovidio, dove ogni elemento dei miti è interpretato come una metafora di valori cristiani.

Una di queste moralizzazioni la scrive Pierre Bersuire (Ovidius Moralizatus) da quest’opera viene tratto il prologo per le numerose edizioni anonime in volgare francese, tutte dette semplicemente Ovide Moralisé

E comunque in questi non compare la castrazione di Saturno.

Ovide Moralisé (1380-89) Biblioteca di Ginevra, Ms fr 176. Saturno è in trono, mangia i suoi figli, ma non viene evirato.

L’episodio compare invece nella Bible des Poetes (1484) una traduzione particolare, dove l’opera di Bersuire (che spiega il significato degli dèi rappresentati) si unisce a quella anonima dell’Ovide Moralisé.

C’è il prologo, tratto dal testo di Pierre Bersuire, con le immagini degli dèi, ma questa volta, come nel Fulgentius Metaforalis, la scena della castrazione c’è: quella è la nostra miniatura.

Antoine Verard, che è un’autorità a Parigi quando si tratta di trasformare i manoscritti in opere da poter stampare, riproduce a stampa la Bible des Poetes. Si tratta della prima, tra le moralizzazioni di Ovidio, ad essere stampata, Ecco il perché di questa immagine che troviamo in un sacco di versioni, come dicevo prima 🙂

Evirazione di Saturno. La Bible des poetes, Métamorphose d’Ovide moralisée par Thomas Walleys et traduite par Colard Mansion (XV secolo)

Su tutti i personaggi che circondano Saturno ho fatto delle storie su Instagram, Prima o poi le caricherò anche qui sotto…

per ora questo sono riuscita a capire, e non è detto che sia tutto 😉

2 Commenti
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2 Commenti

  • M.N. Blackbeard

    Certo è un’immagine singolare. Sembra che questa rappresentazione sia un’unione fra i miti di Saturno/Crono e Urano. In queste immagini ci sono cose infatti che si riferiscono a Saturno/Crono, come il fatto che stia mangiando un figlio, la presenza dei simboli della falce e dell’uroboro, mentre altre cose sono ricollegabili ad Urano come l’evirazione e la presenza della dea Venere/Afrodite che nasce dalle acque.
    Infatti secondo un mito tramandato da Esiodo, Venere/Afrodite nasce scaturendo dal seme di Urano quando i suoi genitali sono caduti in mare dopo essere stato evirato. Il seme divenne la spuma del mare dal quale, presso l’isola di Cipro, emerse la dea.
    Faccio una domanda: è possibile che i miti su Urano e Crono greci si siano sovrapposti una volta assimilati dalla cultura romanai? Urano non ha un corrispettivo nel Pantheon romano, mentre Saturno è stato identificato col Crono ellenico. Possibile che i romani si siano appropriati oltre che della mitologia riferita a Crono anche a quella riferita ad Urano e le abbiano applicate entrambe alla figura di Saturno?

  • Anonimo

    certo che si! è andata proprio così infatti. Qui non ho scritto di più perché ho fatto delle storie su instragram… di solito gli articoli qui e le cose che metto lì sono complementari, metto una parte qui e una lì, sennò diventa troppo lungo 🙂
    Urano e Crono non si sovrappongono, in realtà: si sovrappongono Kronos-Saturno e Crono- tempo, e poi la cultura cristiana dà a questo nuovo personaggio qualche attributo di Urano.
    Saturno per i romani è Kronos per i greci, e si sovrappone a Crono (il tempo) . Poi Fulgenzio e in seguito Gregorio Magno aggiungono anche l’elemento dell’evirazione e poi si aggiunge anche quello della nascita di Venere, dove Saturno prende il posto di Urano.

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