Le storie che racconto:

Racconto e cena. Sibilla Appenninica e cultura materiale del suo popolo
Guerrin Meschino e Antoine De La Sale: cavalieri sui Sibillini
Una luce storica sui misteri sibillini

Perché raccontare

Secondo L’UNESCO identità culturale è “l’insieme dei riferimenti culturali per il quale un gruppo si definisce, si manifesta e desidera essere riconosciuto”.

La Regione Marche è l’unica regione italiana col nome declinato al plurale; un nome che si adatta perfettamente al tessuto culturale vario e complesso che contraddistingue il territorio.

Conoscere questo tessuto culturale, condividerlo e parlarne è il primo passo per capirne il valore ed essere disposti a prendersene cura.

Nel corso del 2018 il numero dei visitatori arrivati nelle Marche è aumentato del 6,5% e, soprattutto, si è registrato un aumento della permanenza media di questi visitatori, che si attesta intorno alle 4,6 notti a persona.

La spesa turistica che interessa le Marche, inoltre, è stata stimata per il 2018 intorno ai 4 miliardi: oltre il 10% del PIL regionale.

Questi dati ci dicono che esiste un interesse a restare in queste terre per conoscerle più da vicino e che questo interesse può essere una leva su cui agire per favorire una rinascita economica, anche di zone più svantaggiate della regione. Il patrimonio culturale si dimostra, oggi più che mai, come fattore di crescita e sviluppo di un territorio. E il primo passo per dare valore a questo patrimonio è conoscerlo.

Io sono marchigiana, laureata nelle Marche in Management dei Beni Culturali (leggi la sezione chi sono) e racconto quel che nelle Marche è autentico, cioè che deriva da secoli di vita e attività di persone vissute in questo territorio prima di me e dei miei conterranei: cultura, tradizioni e storie produttive di cui noi marchigiani di oggi siamo testimoni e custodi.