Marc Bloch, è stato uno storico famoso, molto importante, uno di quelli che a un certo punto si accorge che non c’erano solo re, principi e grandi imprese ma pure mugnai, contadini e vita quotidiana
Marc Bloch – giudice detective

Le sibille sono profetesse del politeismo greco, sono assimilate dal Cristianesimo e finiscono affrescate sui muri di chiese e palazzi nobiliari dal 400 in poi.
Poi c’è un’altra sibilla, la Sibilla dell’Appennino, che deriva da questa tradizione e prende una strada tutta sua.
Questa strada l’hanno segnata gli abitanti dei Sibillini, che nel corso dei secoli hanno tessuto racconti intrecciando la propria storia con quella della magica profetessa, dandole lunga vita e, allo stesso tempo, lasciando tracce del loro stesso vissuto, che fa parte della nostra storia.
Non ci sono misteri nascosti ma tracce di vita quotidiana coperte dalla polvere del tempo, è inseguendo quelle tracce, recuperando i diversi momenti della storia della Sibilla dell’Appennino, che si svela la storia del territorio.
Lo storico che studia la Sibilla dei Sibillini lavora per rimuovere la “polvere del tempo” e recuperare le fila della trama della storia.
sempre tutti a dire che con la cultura non si mangia
eppure le stesse persone che dipingevano cappelle, scrivevano libri e componevano musiche, mangiavano, andavano a fare la spesa ecc.
Nella letteratura medievale la donna che conquista l’uomo a tutti i costi e arriva anche a rapirlo è una fata. Non una strega (parola che preferiamo usare oggi e che tante femministe hanno rivendicato) ma una fata. E poi?