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SIBILLA DELL’APPENNINO

Le sibille sono profetesse del politeismo greco, sono assimilate dal Cristianesimo e finiscono affrescate sui muri di chiese e palazzi nobiliari dal 400 in poi.

Poi c’è un’altra sibilla, la Sibilla dell’Appennino, che deriva da questa tradizione e prende una strada tutta sua.

Questa strada l’hanno segnata gli abitanti dei Sibillini, che nel corso dei secoli hanno tessuto racconti intrecciando la propria storia con quella della magica profetessa, dandole lunga vita e, allo stesso tempo, lasciando tracce del loro stesso vissuto, che fa parte della nostra storia.

Non ci sono misteri nascosti ma tracce di vita quotidiana coperte dalla polvere del tempo, è inseguendo quelle tracce, recuperando i diversi momenti della storia della Sibilla dell’Appennino, che si svela la storia del territorio.

Lo storico che studia la Sibilla dei Sibillini lavora per rimuovere la “polvere del tempo” e recuperare le fila della trama della storia.

SIBILLA DELL'APPENNINO

Sibilla dell’Appennino / Sibilla Appenninica

Per descrivere la “nostra” sibilla, quella che la tradizione colloca nell’Appennino Umbro-Marchigiano, uso sempre il termine “Sibilla dell’Appennino”, mai la locuzione “Sibilla Appenninica”. Provo a spiegare perché.

La sibilla è in antichità una creatura indefinita: non abbiamo fonti certe per stabilire il suo nome, la sua provenienza o il luogo dove si poteva visitarla; allo stesso tempo è una figura molto potente (le sue parole erano la voce del dio!) e questa sua doppia particolarità l’ha resa nel tempo un personaggio prezioso per diverse culture. Grazie alla sua indefinitezza (e quindi duttilità) la sibilla ha attraversato epoche e storie, mutando sempre forma.

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SIBILLA DELL'APPENNINO

Sibilla dell’Appennino: una risorsa dimenticata?

copertina rivista 2015

Con questo contributo si intende fornire uno strumento utile al residente, al decision maker, o al semplice turista, che voglia distinguere tra i numerosi testi, disponibili online e a stampa, i lavori scientifici da quelli non scientifici.

Si chiariscono innanzitutto le caratteristiche proprie del “mito” e successivamente l’origine delle diverse letture più o meno fuorvianti che ne sono state date.

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