IMMAGINI IN MOSTRA Pinacoteca Comunale di Sarnano

Deposizione con stile

Quale dettaglio del dipinto di Vincenzo Pagani attira di più lo sguardo?

e che ne so io! 😀

ciascuno di noi può essere attratto da un elemento diverso, un dettaglio che gli ricorda qualcosa, un colore che gli piace…

Vincenzo Pagani, Compianto su Cristo deposto (1529). Sarnano, Pinacoteca Comunale. (foto di Donatella Graciotti)

Nella scena si vede che Cristo è appena stato calato dalla croce. Intorno al suo corpo si disperano le tre pie donne, Maria Maddalena, san Giovanni evangelista, Maria, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.

Maria è svenuta perché ha accusato, tutti in un momento, i dolori del parto. 

In lontananza si vedono le tre croci e i due ladroni, che ancora stanno subendo il supplizio. Ai piedi delle croci ci sono i soldati romani, vestiti e armati come uomini del Cinquecento.

La composizione ricorda da vicino gli studi per la Pala Baglioni di Raffaello, o con il Compianto di Signorelli adel Museo Diocesano di Cortona, segno che Vincenzo Pagani ha potuto confrontarsi con modelli importanti.

Raffaello, Studio per la “Pala Baglioni” (1507), Oxford, Ashmolean Museum / Luca Signorelli Compianto sul Cristo morto (1502), Cortona, Museo Diocesano

 

Questo dipinto fa probabilmente parte di un grande polittico, una grossa opera che si trovava sulla pala d’altare maggiore della chiesa di San Francesco a Sarnano. Dopo la soppressione dell’ordine dei Frati Minori Conventuali, il polittico viene smembrato e le varie parti sono ritenute indipendenti fino a pochi decenni fa.

Le altre tavole che forse facevano parte del polittico: San Giorgio (?); San Bonaventura con San Francesco; San Giovanni Battista con Santa Caterina d’Alessandria; San Ludovico d’Angiò con Santa Chiara. Tutte le tavole fanno parte della collezione della Pinacoteca Comunale di Sarnano (foto di Donatella Graciotti)

 

Comunque il mio sguardo lo attira una delle pie donne col suo abito. Si vedono le maniche rimovibili: un elemento frequente nella moda di Quattro-Cinquecento.

Le maniche si legavano al resto dell’abito con lacci o bottoni, in questo modo si potevano ottenere tanti outfit diversi (per diverse funzioni) anche con un solo vestito. Una soluzione molto utile, soprattutto perché i vestiti costavano un bel po’.

Da questo sistema deriva il modo di dire “è tutto un’altro paio di maniche” che significa “è una faccenda totalmente diversa” proprio come diverso era l’abito in base alle maniche che si sceglievano.

Ora il dipinto si trova a Senigallia, ma tornerà a Pasqua 2019 a casa sua, nella Pinacoteca Comunale di Sarnano, così ciascuno potrà farsi attrarre dal dettaglio che preferisce 😉

 

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